sabato 7 marzo 2015

IN VIAGGIO


Pensieri al termine di un allenamento allo stadio Dordoni,
dove le fatiche e le preoccupazioni della giornata si sciolgono inaspettatamente sotto il
cielo notturno




IN VIAGGIO


In fine mi distendo, 
abbandonato sotto la volta nera, ora resa di bronzo dalle luci
Tum tum,
le tempie nelle orecchie,
il cuore ricorda le battute di poco fa.
Dono il mio calore al cielo,
sale leggero come le lingue di fuoco,
leggero come il pensiero mio attuale.
Tum tum.
La mente rintontita galleggia, cullata nell'oceano del firmamento
E lì, inerte con lo sguardo nel vuoto profondo,
oso un'idea potente:
Sono grato alla vita


(E.R)


Cielo Stellato con la strada della vita - Sergio Lai

domenica 1 marzo 2015

01.03.15 - PARABIAGO RUN - 10KM


Sono un gallo;  così diceva lo striscione della "Parabiago Run": se la corri sei un gallo. Quindi eccomi qua con la cresta alzata.
Più un pollo che un gallo in realtà, ma me lo si permetta di alzare un po' la cresta, dopo 2 mesi di dolori si ritorna nella mischia e si indossa di nuovo il pettorale.

Ora, non me ne vogliano i parabiaghesi??, la loro cittadina non certo è tra i posti più ameni del pianeta, eppure,  nel ritornare in quei luoghi, ho provato piacevoli sensazioni assieme ad un certo amarcord.
Quando correvo in bici da dilettante quelli erano i miei terreni di caccia (io purtroppo ero la preda). La mia squadra era di Pregnana Milanese e diverse gare si svolgevano in quelle zone.
Il tempo ha cancellare i ricordi brutti e a far rimanere solo i belli oppure li ha solamente trasformati in una malinconia agrodolce ed il fatto che non possano più tornare basta a farli sembrare piacevoli
Comunque sia, è stato bello tornare ed attaccasi addosso ancora un numero.
Ho avuto la conferma che nel milanese ci sono gare che noi a Piacenza ci sogniamo.
Lo speaker parlava di 450 iscritti competitivi più altrettanti non competitivi
Della mia prestazione sono soddisfatto, 35' e 46" (real time non presente) su un percorso di 10 km di asfalto con un paio di chilometri di sterrato, una stradina di campagna con una terra compatta ma con qualche buca ed avvallamento.
Sono contento, anzitutto perché ho corso senza problemi, e poi perché finalmente penso di aver gestito bene lo sforzo, non ho avuto cedimenti ed ho terminato ancora in spinta

classifica Parabiago run

link Garmin



Questa è stata anche la prima settimana in cui ho seguito la tabella preparata dal Dott. Huber Rossi

1° settimana

TIPOLOGIA ALLENAMENTO TABELLA
DESCRIZIONE ALLENAMENTO TABELLA
link garmin
23-feb-15
lunedì
RIPOSO


24-feb-15
martedì
TEST UNIQUE


25-feb-15
mercoledì
LIPIDICO IN PIANO (50')
10' riscaldamento <150bpm, 40'<160bpm
26-feb-15
giovedì
ALL. NON IN TABELLA 
 10km - zona 3 - moderato - avg bpm 175
27-feb-15
venerdì
SCARICO IN PIANO+ALLUNGHI
10'riscaldamento a 5'/km, 10' a 4':45"/km + allunghi 15" con recupero al passo 45"
28-feb-15
sabato



01-mar-15
domenica
GARA BREVE
PARABIAGO RUN



giovedì 26 febbraio 2015

TETE-a-TEST



È arrivato il momento di provare ad allenarsi con metodo. 
Martedì 24 febbraio sono stato un po' torturato dal Dott. Huber Rossi del Marathon Center, presso il centro Unique di Piacenza, alla ricerca dei miei limiti attuali, dai quali partire per cercare di alzarli.
Nelle prossime settimane seguirò le tabelle stilate dal Dott. Rossi con il doppio obiettivo di arrivare pronto alla mezza maratona di Piacenza e migliorare il mio personale sui 10km su strada.
Per me, abituato da sempre ad allenarmi a sensazioni, non sará facile. Sopratutto non sará facile affidarmi al sapere di un altro. So di non sapere, ma ho anche la cattiva abitudine a far sempre di testa mia; ma se nel ciclismo questo mio modo di fare era mitigato da qualche conoscenza, nell'atletica il mio atteggiamento rischia di essere deleterio e controproducente.
Sono motivato e sicuro di me, perché so che se riesco ad allenarmi e non ho problemi fisici, qualcosa di buono lo riesco a fare.
Il test parla di uno stato di forma non ottimo ma comunque discreto, e questo dopo due mesi tribolati mi fa essere ottimista


valutazione atropometrica

test di soglia

determinazione zone di allenamento


sabato 21 febbraio 2015

NARCISO



Narciso, il mondo in uno specchio.



Mirandoti ho visto i riverberi del mondo,
lì ho rubato l'amore dal bacio di due innamorati,
qui la mia immagine è stata attraversata dalla gioiosa corsa di una bambina dietro al suo nord
Vicino a quell'ansa ho associato il chiasso festante ad una brigata di giovani pescatori.

Durante le lucenti notti ho immerso le mie mani nel sublime
e mi sono dissetato dell'etereo chiarore delle stelle.
Ho sofferto nelle buie giornate d'inverno;
quando gli scherzi della luce o il bagno di un passerotto dispettoso mi strappavano da te,
il cuore si sfibrava e i miei occhi correvano disperati sul pelo dell'acqua.
Ma mentre i riflessi del mondo venivano e sempre se ne andavano,
tu, la mia immagine, sei sempre ritornata.

Ed ora, che ho compreso che l'immateriale di cui mi nutrivo era solo l'inconsistente,
vorrei andarmene,
ma pesanti sono le gambe ed in bocca il sapore del tradimento e della rinuncia.
Allora rimango, 
chiudo gli occhi e creo nuove immagini,
riflessi di riverberi nella mia mente.


(E.R.)




Metamorfosi di Narciso, Salvador Dalì, 1937, 50,8x78,3cm, Tate Gallery, Londra

Babba Bia!!!



Doveva essere la settimana in cui mi sarei riattaccato un pettorale,
ed invece anche questa volta ho dovuto rinunciare, questa volta causa influenza.
Stavo rincominciando a accatastare un po' di lavoro, ma ho subito l'ennesima battuta d'arresto.
Un paio di giorni di febbre accompagnati da una sensazione di debolezza e altri sintomi influenzali (mio solito raffreddore atomico)che si trascinano tutt'ora, mi hanno fatto decidere di rinunciare a partecipare alla Salso-Fidenza.
C'è di peggio... ma c'è anche qualcosa di meglio.
Ecco i miei 3 ultimi allenamenti, viste le condizioni di salute nulla di particolare


SABATO 14.02.15

MERCOLEDI' 18.02.15

GIOVEDI' 19.02.15

lunedì 16 febbraio 2015

All' Hôtel de Rambouillet...recensione di "Hunger games - la trilogia"






Prima di iniziare volevo spendere due parole sulla edizione da me scelta, ossia quella presente nella collana "flipback. E' un libro lungo 12cm alto 8cm e profondo circa 2,5cm, che si sfoglia dal basso verso l'alto. Bello? Non proprio, preferisco il libro tradizionale, però è comoda di sicuro, ben fatta, ed economica. Tra l'altro, trattandosi di una trilogia,chi preferisce i buon vecchi libri di carta a quelli digitali, avrà il vantaggio di tenere l'equivalente di tre volumi in un palmo della mano.


Era diverso tempo che non leggevo più un romanzo fantasy e mi ero anche dimenticato quanto potesse essere piacevole abbandonarsi nei vortici di un racconto di fantascienza, che proprio per sua natura non deve rispettare alcun vincolo importato dalla realtà.
Hunger games è catalogato tra i libri per ragazzi, un po' per la cattiva abitudine a bistrattare la cultura fantasy  relegandola in un angolo, un po' perchè forse per certi aspetti lo è, non a caso i protagonisti principali sono adolescenti. Ma ad esempio, considerereste lo Hobbit solo un libro per bambini? Diciamo che Hunger games è un libro che si rivolge a più livelli di lettura, di interpretazione e di comprensione.

La storia si dipana in uno scenario post apocalittico, in un'epoca futura non ben precisata. Disastri naturali, guerre e carestie hanno sconvolto il mondo. La civiltà, almeno nel Nord America, è sopravvissuta sotto la nazione di Panem. E il resto del mondo? Non se ne fa cenno. Panem ha una capitale sfarzosa e moralmente decadente dal nome "fantasioso": Capitol City, ed è suddivisa in 13 distretti, anzi 12 perchè uno pare essere stato distrutto durante "i giorni bui", ossia durante una grande rivolta che sconquassò la nazione e vide i distretti contrapporsi alla  tirannica capitale. Capitol City ebbe la meglio e affermò la sua autorità rendendo ancor più schiavi, sottomessi e miseri i cittadini dei distretti.
Per celebrare annualmente l'anniversario della "riappacificazione", o meglio per ricordare chi comanda, Capitol City organizza gli Hunger Games, i Giochi della Fame, un reality show in cui una coppia,  un maschio e una femmina tra i 12 e i 18 anni, estratta a sorte da ogni distretto o offertasi volontaria, viene gettata in una grande arena. I 24 concorrenti sono portati a  lottare tra di loro finchè uno solo sopravvive, mentre il tutto viene seguito dalle onnipresenti telecamere. Il vincitore ottiene, oltre alla vita, ricchezze e fama.
Durante la preparazione della sessantaquattresima edizione degli Hunger Games, nel Distretto n.12 vengono estratti Peeta Mellark e la poco più che bambina Prim Everdeen, ma sua sorella sedicenne, nonchè protagonista della trilogia, Katniss non può permetterlo e si offre volontaria al suo posto. Katniss è così; forte responsabile ed orgogliosa; per anni ha sfamato la sua famiglia cacciando di frodo nei boschi con il suo amico Gale, forse più di un amico ma lei non lo sa ancora. Peeta è un ragazzo dolce altruista e platonicamente innamorato di Katniss fin da bambino.
 Saranno così Peeta e Katniss a rappresentare il Distretto nel grande Show, messo in scena da Capitol City.
Ma la voglia di vivere e di amare, lo spirito di ribellione e la determinazione a mantenere il proprio essere, a discapito dello spettacolo di morte  e di abbrutimento o meglio di annichilimento interiore che vogliono mettere in scena gli strateghi dello show, avranno conseguenze che vanno oltre i confini dell'arena. I loro semi attecchiranno in  una popolazione stanca di inginocchiarsi alle prepotenze della capitale, arrabbiata per il tributo di sangue che deve versare ogni anno e per la fame e le fatiche quotidiane. Il fuoco della rivolta è pronto a bruciare e Katniss è la fiamma che darà origine a tutto.   

Non aggiungo altro per non spifferare troppo. A me, come si è intuito il libro è piaciuto ed anche molto. E' una lettura molto facile, leggera e scorrevole, ma non è detto che le cose belle debbano essere per forza complicate.
La Collins accenna una certa denuncia, immaginando in modo pessimistico un un  mondo futuro danneggiato dalle scelte della popolazione contemporanea, un futuro in cui comunque l'uomo pur più progredito tecnologicamente ha mantenuto le sue bassezze. C'è una forte contrapposizione tra un centro ricco e splendido ma frivolo ed amorale e una periferia povera in cui vengono ancora coltivati i veri sentimenti. Non vorrei  uscire dal seminato ma mi viene in mente una Dubai luminosa, artificiale, eccessiva e lussuosa ed una periferia in cui i costruttori di grattaceli asiatici vivono modestamente.



Ritorna spesso il tema dell'apparire, della finzione, di un mondo di plastica che dimentica di avere un'anima. La Collins, dipingendo Capital City, ha ripreso i difetti, ingigantendoli, della società occidentale o filo-occidentale contemporanea. Una sorta di caricatura. Una società amorale ed atea nel senso non di chi non crede nell'immateriale ma nel senso che non si pone nemmeno il problema se ci sia qualcosa oltre ad un bel paio di scarpe. Capitol City è quindi una società materialistica e tecnocratica in cui la massima ambizione è apparire in un festino esclusivo.
 Poi, ovviamente, c'è il discorso del reality show. D'accordo, il mondo di oggi non è ancora al punto di godere di fronte ad uno spettacolo di morte simile a quello offerto dagli Hunger Games, però la sofferenza interiore è spesso ricercata dai registi dei reality show contemporanei e perchè no, assieme anche ad un minimo di disagio fisico. E vogliamo parlare del successo di tante scene e storie macabre e dell'audience che ogni volta suscita un caso di cronaca nera italiana? I pellegrinaggi verso l'isola del Giglio? Gli appostamenti di centinaia di giornalisti nei luoghi di un delitto? Quella è ancora informazione o diventa un reality macabro?

No, forse il mondo dipinto dalla Collins non è reale, ma forse nemmeno irreale e men che meno utopico


Voglio comunque evidenziare quelli che mi sono parsi dei difetti. Scusatemi, ma io l'epilogo l'ho trovato un po' banalotto, il terzo libro, ossia "il canto della rivolta" ha una trama un po' debole e pure l'estrema importanza che Katniss ha in quest'ultimo è esagerata. Francamente che il destino del mondo debba dipendere da un sedicenne mi sembra eccessivo.

Comunque un libro sicuramente consigliato.              

mercoledì 11 febbraio 2015

the runner monk



Vi voglio regalare una storiella donatami da un blogger
profilo de "Il cervello di Mirco" 
http://lamiamenteasiatica.blogspot.it/


Un monaco novizio non riusciva a sopportare le regole del monastero e pensava di abbandonare l'abito. Andò da Buddha e gli spiegò la situazione. Il Buddha acconsentì ma gli disse "osserva la tua mente". Il monaco ringraziò per la grande libertà concessa, ma decise di restare e cominciò ad imparare come osservare la sua mente, l'unica cosa che permette di superare gli altri. Il monaco divenne un Arhat.


Fisicamente mi sembra di star finalmente di nuovo bene e ho iniziato ad inserire nei miei allenamenti anche qualche variazione di ritmo. Stasera (11.02) una sorta di fartlek su una strada in falsopiano a salire, 9m di dsl in 800m. Sensazioni nettamente in crescita